giovedì 30 giugno 2011

La segretaria di circolo.

Ieri pomeriggio passavo un po' di tempo su facebook e ho letto questo stato sull'account di un mio contatto : "Una segretaria di circolo di 25 anni che fa la pornostar (di notte e non nel circolo) costretta a dimettersi per riflettere....e allora quanti dirigenti dovrebbero riflettere per le perversioni politiche che tramandano, queste sì dannose, come per esempio "osannare" i rapporti innaturali con UDC e API?".
Sinceramente sono rimasta basita: sul momento non ci credevo, voglio dire: un segretario di circolo del PD fa filmini hard? Poi ho guardato in rete e ho effettivamente trovato un articolo che ne parlava.
Innanzittutto una precisazione: la ragazza non è stata costretta a dimettersi, si è dimessa di sua iniziativa.
Personalmente evito di commentare la seconda parte del mio contatto su facebook: voglio dire l'idea di grande ammucchiata tra partiti politici mi fa ribrezzo. Voglio tornare alla prima parte: quello che fa una persona per vivere sono solamente affari suoi e non entro nel merito.
Credo, però, che una persona che voglia fare attività politica e rappresentare la sua comunità debba essere al di sopra di ogni sospetto e un modello per tutta la sua comunità.
Ultimamente, forse anche e specialmente a causa degli eccessi berlusconiani, la dimensione dell'etica è un po' sfocata e tutto ci sembra lecito. Il compartamento privato della ragazza e il suo lavoro non creano imbarazzo in quanto tali ma dovrebbero porci una domanda: questi comportamenti sono coerenti con un partito che vuole ridare dignità alle donne?

mercoledì 29 giugno 2011

Dopo il 13 febbraio?

Stamattina ho guardato questo video sul quotidiano La Stampa on line. Mi è piaciuto molto la risposta che ha dato alla ragazza all'ultima domanda. Noi donne dovremmo smetterla di aspettare che gli uomini facciano qualcosa per per noi e dovremmo iniziare a farci avanti e a farci carico dei progetti che ci stanno a cuore. 
Mi è tornata subito alla mente la conferenza delle donne democratiche a cui ho partecipato a febbraio: in tante in quell'occasione avevano affermato che si sarebbero sentite sconfitte se le donne della nostra generazione avessero continuato a farsi da parte per l'uomo potente di turno. Mi ricordo due più delle altre: Livia Turco e Anna Finocchiaro, due donne capaci che avrebbero meritato molto di più di quello che hanno raggiunto.
Mi ricordo anche come in tante in quell'occasione si volessero mettere alla testa delle donne scese in piazza il 13 febbraio, ma poi l'abbiamo davvero fatto? Abbiamo davvero messo in moto il cambiamento culturale che in tante sognavamo?
Io direi di No. Ne è una dimostrazione lampante il manifesto della festa dell'Unità che si sta svolgendo a Roma in questi giorni. Voglio dire: non eravamo noi a volere una nuova immagine della donna? Forse ha ragione la Bindi, non dobbiamo dare troppo peso al manifesto...Ma sicuramente non è un bel segnale per quello che vuole essere un partito che vuole interpretare il cambiamento.

giovedì 9 giugno 2011

Ancora su Cesare Battisti...

Ancora su Cesare Battisti, il terrorista non il pattriota, ovviamente. Tempo fa ho scritto un post in cui dicevo che in fondo i Brasiliani non aevano tutti i torti a negarci l'estradizione di questo criminale. Oggi è giunto lo smacco finale: è stato liberato... A poco sono valse le proteste, i ricorse e tutto il resto: ormai è evidente che non siamo un paese credibile.
Non posso che dispiacermi come cittadina italiana che Cesare Battisti non venga estradato, ma d'altro canto non riesco a non pensare a una cosa: come posso chiedere a un paese straniero di estradare un uomo, che tra l'altro afferma di essere perseguitato, in Italia, dove il premier stesso ad un vertice internazionale avvicina il presidente Obama per dirgli che qui c'è una dittatura dei giudici.