lunedì 21 marzo 2011

A proposito di Miss Italia

Ultimamente sui giornali locali è iniziato un dibattito sull'eventualità di organizzare la finale del concorso di Miss Italia sul Garda Trentino. Le nostre consigliere provinciali Sara Ferrari e Margherita Cogo sono intervenute in merito sottolineando l'inopportunità di stanziare fondi pubblici per celebrare questa manifestazione in provincia. 
Ho forti dubbi che il concorso di Miss Italia possa essere economicamente vantaggioso per le finanze della Provincia.
Quanto al concorso di Miss Italia, personalmente lo trovo anacronistico. Al giorno d'oggi non ha alcun senso premiare una ragazza perché è bella. Le donne italiane non si riconoscono nel modello proposto da Miss Italia: non ha alcun senso parlare del fatto che una miss sia sposata o meno, sia una ragazza madre oppure no. E soprattutto non ha alcun senso veder sfilare delle ragazze mute in costume da bagno. La nostra televisione è piena di ragazze così. Sarebbe meglio cominciare a far vedere immagini di donne che parlano con competenza dei più diversi argomenti. Sarebbe meglio cominciare a delineare una nuova immagine della donna italiana più vicina a quella che si trova nella vita quotidiana.

domenica 20 marzo 2011

Oltre o Fuori?

Negli ultimi giorni appena arrivo al sottopassaggio della stazione mi accoglie il poster dell'ultima campagna del PD. Ogni mattina mi faccio la stessa domanda: "Perchè una persona dovrebbe voler andare Oltre?" Perchè dovrei aver voglia di andare oltre se l' "Oltre" è un posto in bianco e nero su uno sfondo color latte andato a male? Perchè dovrei  seguire quest'uomo che sembra triste e rassegnato?
Non sono un'esperta di Marketing, ma a me questa campagna suscita una grande tristezza.
Spulciando sul sito del PD ho scoperto che questa campagna è stata lanciata il 7 marzo: con una grande manifestazione in piazza di Pietra a Roma. Il titolo della manifestazione era: "Oltre Arcore c'è la dignità dell'Italia". E allora mi chiedo: "Ancora Arcore?". Possibile che i leader del PD siano ancora affetti da sindrome di Berlusconi? Possibile che la nostra offerta politica si basi ancora tutta sul "Noi non siamo come Lui" ? Mi sembra davvero poco. Mi sembra che dopo questi vent'anni questo paese si meriti di più, si meriti di meglio, si meriti qualcuno che sia in grado di farlo sognare e che gli faccia realizzare i sogni.
Venerdì ho iniziato a leggere il libro "Fuori!" di Matteo Renzi. A pagina 9 parla della gioia che prova ad essere sindaco e aggiunge che - cito testualmente - la maggioranza dei miei colleghi politici dice che è una gran fatica, che va tutto male, che loro lo fanno come atto di dovere, qualcuno persino come atto di dolore. quando li guardi al TG della sera hanno la faccia corrucciata, tipica dei professionisti del piagnisteo. Ma non credeteci. La politica, se fatta a viso aperto e cuore sincero, è una sfida che vale la pena giocare, un'esperienza difficile ma meravigliosa.
Ecco, io nel PD vorrei più persone come Matteo Renzi e meno persone tristi e rassegnate che mi vogliono condurre a soffrire in un mondo in bianco e nero!

lunedì 7 marzo 2011

Dall'Inghilterra...



Guardando questo video non si può non pensare a quanto siamo finiti in basso...Questa è la reputazione che noi abbiamo all'estero. Certo la madrelingua inglese dice che il primo ministro gli ha dato  dei soldi perchè a lei Egli ci tiene. Il commento di Charlie Broker è lapidario: certo se gli elefanti volano...
Comunque ognuno di noi non è esente da critiche: se siamo ancora governati da Berlusconi, se abbiamo questa reputazione la colpa è anche nostra. Abbiamo taciuto troppo, abbiamo sopportato troppo!

domenica 6 marzo 2011

Le elezioni a Milano

Mercoledì leggevo il Corriere on-line...l'occhio mi è caduto subito su questo titolo: "Beppe Grillo presenta il suo candidato: Ha vent'anni e metterà tutto su Twitter". Ovviamente si riferiva al candidato sindaco di Milano, insomma la seconda città d'Italia, la capitale economica d'Italia. Grillo sostiene che un sindaco deve stare in mezzo alla gente e non occuparsi di derivati e titoli economici...e invece caro Beppe, è proprio questo che un sindaco deve fare. Perchè un sindaco gestisce i soldi della comunità dove vive per il bene di tutti: c'è chi lo fa meglio di altri ovviamente. Anni fa guardavo Report e in quella trasmissione spiegavano appunto come i sindaci erano stati coinvolti nel tracollo delle grandi banche d'investimenti di oltreoceano...Chissà come farà il piccolo Mattia a finanziare i suoi progetti: perchè gli elettori e i cittadini di un comune oltre a chiedere di essere informati chiedono servizi, e quelli costano molto...e in un periodo in cui i comuni non se la passano molto bene, ci sono tagli ovunque, trovare soldi per servizi è sempre più duro.
Personalmente sono sempre stata un po' scettica su Beppe Grillo e il suo movimento: mi piaceva Beppe Grillo come comico, come politico trovo che sia la controfigura di Berlusconi. Non mi piace quel suo delirio di onnipotenza e quel suo modo di parlare sempre pieno di certezze assolute, in cui il contraddittorio non è contemplato: o la pensi come lui o sei uno sfigato. Trovo che tra la giusta indignazione che ha portato molte persone a partecipare al Vaffanculoday e la costituzione di un movimento politico ce ne passi di strada. A dicembre l'anno scorso mi sono imbattuta in una nota su Facebook: è la relazione che fa una fuoriuscita dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Leggendola mi sono chiesta se fosse proprio così diverso da un partito come il PDL. Lascio a voi la risposta.

Ancora sulla Conferenza delle Donne Democratiche

Riparto ancora una volta dalla Conferenza delle Democratiche per due motivi: il primo è che ve lo avevo promesso, il secondo è che ieri la mia amica Stefania ha ripreso sul suo blog il mio mancato intervento aggiungendo alcune considerazioni.
Sono d'accordo con Stefania: il 50% dei posti in lista è il minimo. Direi che sarebbe il minimo anche avere il 50% dei posti nelle istituzioni...Fino a quando non avremo accesso come donne a ministeri pesanti, come l'economia, la giustizia, la difesa, gli esteri, il welfare, ministeri dove si può contare qualcosa e ci relegheranno a ministeri senza portafoglio come le pari opportunità, la famiglia, i giovani noi saremo sempre Figlie di un Dio Minore. Per riuscire però a dire veramente la nostra e poter fare le riforme che a noi tanto stanno a cuore abbiamo bisogno di persone libere, di persone selezionate in base al merito, non alla corte di appartenenza. Io ritengo che solo con persone del genere nei posti che contano sia possibile portare avanti le riforme che a questo paese servono. Solo così potremmo trovare donne che hanno il coraggio di buttare il cuore oltre l'ostacolo.