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giovedì 4 ottobre 2012

The importance of being Tafazzi!

Dunque, rieccoci qui, con la solita sindrome di Tafazzi: il personaggio gode a picchiarsi i genitali con una bottiglia...  E nel PD è lo stesso, noi del PD godiamo nel distruggerci gli uni con gli altri. 
La guerra intestina che si sta svolgendo in questi giorni per le Primarie per la Leadership del centro-sinistra mi ha fatto riflettere. Faccio parte del PD da alcuni anni, non ho la tessera di socio-fondatore, ma credo che per l'impegno e il tempo che ho dedicato al PD in questi anni di poter parlare a pieno titolo della situazione che si sta vivendo nel PD. 
Io in questo momento non capisco perchè siamo arrivati a tutto questo con Bersani, Renzi, Gozi, Puppato e Boeri candidati mentre Civati resta alla finestra. 
Posso capire che Bersani sia stato eletto come segretario in un momento politico che rispetto a quello che stiamo vivendo ora può sembrare coevo alle tavole di Hammurabi, ma questo non è il momento di dilaniarci e di allontanare ancora di più i non-votanti dal PD. Più passano i giorni e più mi chiedo come siamo arrivati a questo punto: non si parla di programmi, non si parla di contenuti. Si parla solo di Primarie per la Premiership.
Io ho fatto studi scientifici non giuridici, e a questo punto (il liceo è lontano) ho cercato cosa dice la Costituzione Italiana sulla formazione del Governo. La Costituzione recita questo:

Parte Seconda: Ordinamento della Repubblica
Titolo Terzo: Il Governo
Sezione Prima: Consiglio dei Ministri
Art.92: 
Il governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

Magari io non ci capisco molto ma qui c'è scritto che il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio. Se non ricordo male prima fa le consultazioni coi gruppi parlamentari e con i Presidenti di Camera e Senato. Non c'è scritto che il Presidente del Consiglio (non Premier) viene nominato tramite Primarie. Forse la mia versione della Costituzione non è aggiornata, l'hanno modificata e non ne sapevo nulla.
Ora mi chiedo, visto che anche Vendola parteciperà alle cosidette Primarie che a questo punto non sono più di partito ma di coalizione che senso ha stravolge i nostri regolamenti? 
Forse è troppo tardi, ma invito tutti a riflettere: il segretario Bersani, gli altri candidati in pectore, i delegati nazionali: fermatevi. State giocando con il fuoco, non stiamo solo parlando di cambiare un regolamento, stiamo parlando di stravolgere un partito, ci stiamo distruggendo.
Tafazzi godeva nel farsi del male, forse noi no. Cominciamo a parlare di contenuti e cerchiamo di convincere gli indecisi, quelli che non votano. 

martedì 17 luglio 2012

"Gli ordini del giorno sono preclusi!"

Immagino che tutti abbiamo visto il movimentato finale dell'assemblea nazionale del PD di sabato scorso, urla, gesti teatrali come strappare la tessera davanti al segretario.
Non voglio entrare nel merito dei contenuti del documento sui diritti, che comunque secondo me è fumoso e troppo poco coraggioso, o sugli ordini del giorno sulle primarie per la premiership e sui limite per i tre mandati, cosa in cui credo moltissimo. 
Per me non è assolutamente vero che "una minoranza rissosa" voleva far valere le sue ragioni sulla maggioranza dei delegati del partito. La cifra sta invece in qualcos'altro: nel nome stesso che è aggettivo per il nostro partito: DEMOCRATICO. Un partito che si professa democratico pratica la democrazia, non l'oligarchia: non è possibile che in ogni riunione il confronto e il dibattito siano ridotti al minimo, non è possibile che ci sia sempre una decisione, un documento, una relazione da votare e ratificare e niente che possa essere discusso. Non ha senso nemmeno che si invochi il regolamento per l'approvazione dei documenti in parlamento, che comunque si trova qui. 
In sostanza ritengo che abbia ragione Salvatore Vassallo:





domenica 16 ottobre 2011

I radicali e il PD

In questi giorni si fa un gran parlare dei Radicali Italiani...certo ne hanno combinate parecchie. 
Quando ero piccola mi sembravano dei coraggiosi Don Chisciotte: sempre pronti a schierarsi su battaglie che sembravano perse in partenza. E devo dire che in quel periodo li ammiravo parecchio: mi sembrava che avessero più a cuore il bene superiore piuttosto che il loro tornaconto personale. 
Poi sono venuti gli anni in cui hanno raccolto firme su ogni possibile tema, hanno raccolto firme per ogni possibile referendum facendo sì che alla fine l'istituzione stessa del referendum perdesse significato. Non credo che sia colpa loro il quorum dei referendum non sia stato raggiunto per molti anni ma sicuramente loro hanno abusato dello strumento referendario.
Il motivo per cui i radicali non mi piacciono comunque deriva dal loro trasformismo politico: si erano alleati con il Polo della Libertà nel 1994, per poi fondare la Rosa nel Pugno coi socialisti e far parte del secondo governo Prodi nel 2006, e poi entrare a far parte delle liste del PD nel 2008. Insomma si sono fatti tutto l'arco del Parlamento. Aggiungiamo poi che coi radicali hanno iniziato a fare politica due geni del trasformismo politico: Francesco Rutelli e Daniele Capezzone. E detto questo a molti potrebbe pure bastare...
La cosa che come elettrice e militante del PD mi indispone moltissimo è che i radicali pur facendo parte del gruppo parlamentare del PD votino sempre per conto loro come è avvenuto per la fiducia al ministro Romano in cui si è astenuto o all'ultima bravata di giovedì, in cui unici di tutta l'opposizione i cinque deputati radicali si sono presentati in aula, e di venerdì quando hanno permesso al governo di Berlusconi di avere il numero legale alla prima chiama alla Camera. 
La realtà è che in fondo io non sono arrabbiata coi Radicali: voglio dire che da un gruppo politico che vive sulle bizzarie e sui continui scioperi della fame di Pannella non ci si può aspettare altro che plateali spettacoli e prese di posizione. I radicali sono talmente presi dai loro grandi ideali dall'amnistia, dalla moratoria per la pena di morte...sono come quelli che mentre si sta commettendo un omicidio urlano perchè qualcuno ha parcheggiato le auto in divieto di sosta.
Io sono arrabbiata coi vertici del PD: questa è la dimostrazione che se accordi si devono fare si devono fare sui programmi e non sulle poltrone! Se accordi ci devono essere gli accordi devono essere fatti sull'idea di sviluppo che si ha per l'Italia, e non sul tutti contro Berlusconi!
E questo l'opinione pubblica, gli elettori lo sanno, lo hanno capito se è vero che voterebbero per una coalizione di centro-sinistra ma sono preoccupati per la tenuta di un eventuale governo. Il PD dovrebbe dimostrare a queste persone di essere un partito maturo che ha capito gli errori fatti in passato. A sentir parlare la dirigenza di alleanze strane persino con Fini non sembra che sia così...

mercoledì 28 settembre 2011

Adinolfi lascia il PD...

Oggi tornando a casa dal lavoro ho letto che Mario Adinolfi ha riconsegnato la tessera del PD con questa lettera indirizzata al segretario Bersani. 
Devo dire che questa lettera mi ha parecchio scosso, probabilmente mi ha turbato perchè come Adinolfi sto vivendo un periodo di affanno all'interno del PD. 
Io mi sono iscritta a questo partito perchè credevo che fosse possibile creare un partito progressista in Italia, credevo nel PD come strumento di rinnovo della politica italiana, perchè credevo a un modo nuovo di fare politica. Mi sono trovata dentro a un contenitore vuoto, dove conta di più l'amicizia con il potente di turno, piuttosto che le idee che hai e per cui combatti. Sinceramente non mi piace questo partito, dove la classe dirigente è autoreferenziata, dove la struttura stessa impedisce di capire e rappresentare al meglio la società di oggi.
Voglio parlare di quello con cui nel partito ho avuto più a che fare: la conferenza delle donne. E' un organismo inutile se alle portavoci e alle rappresentanti dei territori non viene permesso di lavorare e le si usa solo per comunicare decisioni prese altrove. E' un organismo vuoto se la portavoce nazionale non si fa carico assieme alle rappresentanti dei territori di elaborare un'agenda sul welfare e la condizione femminile in Italia per i prossimi 10 anni e si limita a invitare a raccogliere firme come quella che dovrebbe iniziare nei prossimi giorni.
Io voglio che il PD diventi un partito credibile, non un partito la cui unica linea politica è "Noi chiediamo le dimissioni di Berlusconi!".
Ho una domanda per Bersani: dopo cosa facciamo? Una grande ammucchiata? Quale è la nostra idea di paese dopo? Qual'è la risposta al precariato della mia generazione? 
Per ora mi sembra che il PD sia un elefante in una vetreria. E' ora di cambiare ritmo, se la dirigenza non ha le capacità di farlo si tolga dai piedi.

lunedì 26 settembre 2011

Le donne arabe possono votare!

Ieri pomeriggio, in una sonnolenta domenica settembrina, è arrivata la notizia che finalmente le donne dell'Arabia Saudita potranno votare. In realtà come ha fatto notare Madawi Al-Rasheed, antropologa Saudita che lavora al King's College di Londra si tratta semplicemente di un diversivo. In Arabia Saudita le donne non possono guidare, hanno bisogno di un tutore per tutta la durata della loro esistenza, subiscono quotidiane violenze tra le mure domestiche, non possono nemmeno farsi curare senza il permesso di un uomo...cosa porterà come miglioramento poter votare e poter candidarsi tra quattro anni?
Probabilmente poco o nulla. Si vede che tutto il mondo è paese e i governanti di tutte le nazioni si sono resi conto che c'è molto fermento tra le donne. Dall'inizio dell'anno le donne sono state protagoniste di rivoluzioni, come in Egitto a gennaio, o sono scese in piazza sdegnate in tutte le città italiane per manifestare il loro sdegno sia per gli atteggiamenti del nostro amato premier ma anche e soprattutto il loro disagio per un paese che non riesce a decollare. Ovunque poco o nulla è cambiato: la demagogia regna sovrana ovunque...Il re Abdullah non è diverso dagli altri governanti.
La grande rivoluzione che sembra essere avvenuta in Arabia, con le dovute proporzioni, è molto simile a quello che è successo in Italia, anche nel PD, di cui faccio parte. Il PD ha un organismo femminile al suo interno, un organismo che dovrebbe, se il PD ambisce a diventare un partito di governo, occuparsi di sviluppare politiche per le donne fatte da donne, occuparsi di iniziare a predisporre un welfare degno di una società moderna. In realtà il più delle volte è ostaggio di donne più interessate a soddisfare il politico (molto spesso uomo) di riferimento che dare una risposta alle domande che ci vengono dalla società civile. 
Stiamo perdendo un'occasione all'interno del PD, non affrontiamo il problema, non per incapacità, ma per paura...e anche questa prima o poi la pagheremo.

giovedì 30 giugno 2011

La segretaria di circolo.

Ieri pomeriggio passavo un po' di tempo su facebook e ho letto questo stato sull'account di un mio contatto : "Una segretaria di circolo di 25 anni che fa la pornostar (di notte e non nel circolo) costretta a dimettersi per riflettere....e allora quanti dirigenti dovrebbero riflettere per le perversioni politiche che tramandano, queste sì dannose, come per esempio "osannare" i rapporti innaturali con UDC e API?".
Sinceramente sono rimasta basita: sul momento non ci credevo, voglio dire: un segretario di circolo del PD fa filmini hard? Poi ho guardato in rete e ho effettivamente trovato un articolo che ne parlava.
Innanzittutto una precisazione: la ragazza non è stata costretta a dimettersi, si è dimessa di sua iniziativa.
Personalmente evito di commentare la seconda parte del mio contatto su facebook: voglio dire l'idea di grande ammucchiata tra partiti politici mi fa ribrezzo. Voglio tornare alla prima parte: quello che fa una persona per vivere sono solamente affari suoi e non entro nel merito.
Credo, però, che una persona che voglia fare attività politica e rappresentare la sua comunità debba essere al di sopra di ogni sospetto e un modello per tutta la sua comunità.
Ultimamente, forse anche e specialmente a causa degli eccessi berlusconiani, la dimensione dell'etica è un po' sfocata e tutto ci sembra lecito. Il compartamento privato della ragazza e il suo lavoro non creano imbarazzo in quanto tali ma dovrebbero porci una domanda: questi comportamenti sono coerenti con un partito che vuole ridare dignità alle donne?

mercoledì 29 giugno 2011

Dopo il 13 febbraio?

Stamattina ho guardato questo video sul quotidiano La Stampa on line. Mi è piaciuto molto la risposta che ha dato alla ragazza all'ultima domanda. Noi donne dovremmo smetterla di aspettare che gli uomini facciano qualcosa per per noi e dovremmo iniziare a farci avanti e a farci carico dei progetti che ci stanno a cuore. 
Mi è tornata subito alla mente la conferenza delle donne democratiche a cui ho partecipato a febbraio: in tante in quell'occasione avevano affermato che si sarebbero sentite sconfitte se le donne della nostra generazione avessero continuato a farsi da parte per l'uomo potente di turno. Mi ricordo due più delle altre: Livia Turco e Anna Finocchiaro, due donne capaci che avrebbero meritato molto di più di quello che hanno raggiunto.
Mi ricordo anche come in tante in quell'occasione si volessero mettere alla testa delle donne scese in piazza il 13 febbraio, ma poi l'abbiamo davvero fatto? Abbiamo davvero messo in moto il cambiamento culturale che in tante sognavamo?
Io direi di No. Ne è una dimostrazione lampante il manifesto della festa dell'Unità che si sta svolgendo a Roma in questi giorni. Voglio dire: non eravamo noi a volere una nuova immagine della donna? Forse ha ragione la Bindi, non dobbiamo dare troppo peso al manifesto...Ma sicuramente non è un bel segnale per quello che vuole essere un partito che vuole interpretare il cambiamento.

venerdì 8 aprile 2011

Diversamente giovani!

Ultimamente leggo La Stampa, e devo dire che mi piace un sacco.  Inizio sempre da Gramellini. Oggi ha scritto un pezzo molto interessante: Diversamente Giovani. In questo pezzo parla dell'estromissione di Geronzi dal potere...e il pensiero guarda caso mi è andato ad altri pezzi di antiquariato che non se ne vogliono andare, che anzi si riproducono nei cosiddetti giovani sperimentati...
Ho letto i curricula di questi giovani, che non bucano lo schermo, che non conosce quasi nessuno (provate a chiedere a qualcuno chi è Stella Bianchi, ad esempio): quasi tutti sono stati segretari di un big del partito...Magari promettevano bene, ma se continuano così riusciranno a far saltare il tappo tra minimo 40 anni.
Confidiamo in giovani, meno sperimentati e più ruspanti!

domenica 3 aprile 2011

Il partito che non c'è!

E' stata una settimana orribile per la politica italiana: quello che è successo alla Camera dei Deputati in questi giorni è come minimo uno spettacolo indecoroso. Ministri che insultano il Presidente della Camera, il presidente della Camera stesso che invita il ministro a farsi curare, ministri che lanciano la scheda per votare gli emendamenti, insulti a deputati disabili, il tutto condito con lanci di monetine e promesse irrealizzabili a Lampedusa.
Mi domando che spettacolo stiamo dando al mondo, che cosa penserebbe della nostra classe dirigente un marziano appena sceso dalla sua astronave...
Il malcontento dei cittadini sale ogni giorno, l'insofferenza verso questa classe dirigente miope è altissimo...Mi domando cosa dobbiamo aspettare ancora per voltare pagina?
E mi chiedo anche cosa intende fare il PD in questo momento. E' stato bello per una volta vedere Franceschini  che infiamma l'opposizione, interessante vedere Bersani salire su una scaletta e parlare coi manifestanti..Ma poi?
Il PD sembra smarrito: è vero il consenso del governo scende, ma il PD non piace di più agli elettori. Il PD non sa comunicare un dopo-Berlusconi, dopo 17 anni la dirigenza del PD soffre ancora della sindrome di Silvio. La linea politica sembra essere ancora "noi non siamo come lui". Tutto ciò è frustrante, oltre ad essere oltremodo nocivo. E' giusto che il PD partecipi alle proteste in piazza contro il governo, ma non può bastare. Questa fase non finirà fino a quando non saremo in grado di comunicare cosa si pensa di fare dopo, come si pensa di riportare l'Italia nel ventunesimo secolo. Il PD sembra smarrito, spento. E' indispensabile un ricambio generazionale, come sostengono in molti nel PD, e tra gli altri, guarda caso, Matteo Renzi.

domenica 20 marzo 2011

Oltre o Fuori?

Negli ultimi giorni appena arrivo al sottopassaggio della stazione mi accoglie il poster dell'ultima campagna del PD. Ogni mattina mi faccio la stessa domanda: "Perchè una persona dovrebbe voler andare Oltre?" Perchè dovrei aver voglia di andare oltre se l' "Oltre" è un posto in bianco e nero su uno sfondo color latte andato a male? Perchè dovrei  seguire quest'uomo che sembra triste e rassegnato?
Non sono un'esperta di Marketing, ma a me questa campagna suscita una grande tristezza.
Spulciando sul sito del PD ho scoperto che questa campagna è stata lanciata il 7 marzo: con una grande manifestazione in piazza di Pietra a Roma. Il titolo della manifestazione era: "Oltre Arcore c'è la dignità dell'Italia". E allora mi chiedo: "Ancora Arcore?". Possibile che i leader del PD siano ancora affetti da sindrome di Berlusconi? Possibile che la nostra offerta politica si basi ancora tutta sul "Noi non siamo come Lui" ? Mi sembra davvero poco. Mi sembra che dopo questi vent'anni questo paese si meriti di più, si meriti di meglio, si meriti qualcuno che sia in grado di farlo sognare e che gli faccia realizzare i sogni.
Venerdì ho iniziato a leggere il libro "Fuori!" di Matteo Renzi. A pagina 9 parla della gioia che prova ad essere sindaco e aggiunge che - cito testualmente - la maggioranza dei miei colleghi politici dice che è una gran fatica, che va tutto male, che loro lo fanno come atto di dovere, qualcuno persino come atto di dolore. quando li guardi al TG della sera hanno la faccia corrucciata, tipica dei professionisti del piagnisteo. Ma non credeteci. La politica, se fatta a viso aperto e cuore sincero, è una sfida che vale la pena giocare, un'esperienza difficile ma meravigliosa.
Ecco, io nel PD vorrei più persone come Matteo Renzi e meno persone tristi e rassegnate che mi vogliono condurre a soffrire in un mondo in bianco e nero!

domenica 6 marzo 2011

Ancora sulla Conferenza delle Donne Democratiche

Riparto ancora una volta dalla Conferenza delle Democratiche per due motivi: il primo è che ve lo avevo promesso, il secondo è che ieri la mia amica Stefania ha ripreso sul suo blog il mio mancato intervento aggiungendo alcune considerazioni.
Sono d'accordo con Stefania: il 50% dei posti in lista è il minimo. Direi che sarebbe il minimo anche avere il 50% dei posti nelle istituzioni...Fino a quando non avremo accesso come donne a ministeri pesanti, come l'economia, la giustizia, la difesa, gli esteri, il welfare, ministeri dove si può contare qualcosa e ci relegheranno a ministeri senza portafoglio come le pari opportunità, la famiglia, i giovani noi saremo sempre Figlie di un Dio Minore. Per riuscire però a dire veramente la nostra e poter fare le riforme che a noi tanto stanno a cuore abbiamo bisogno di persone libere, di persone selezionate in base al merito, non alla corte di appartenenza. Io ritengo che solo con persone del genere nei posti che contano sia possibile portare avanti le riforme che a questo paese servono. Solo così potremmo trovare donne che hanno il coraggio di buttare il cuore oltre l'ostacolo. 

sabato 26 febbraio 2011

La conferenza delle donne democratiche...

Una settimana fa ho partecipato alla conferenza delle donne democratiche. Molto su questa conferenza è stato scritto...preferisco per ora limitarmi qui a postare l'intervento che avrei voluto fare la seconda giornata e che non ho fatto, perchè ero troppo arrabbiata e troppo nervosa...per una mia riflessione sull'evento ci sentiamo più tardi.

Care compagne, caro segretario, Roberta
Quello che sto per dirvi probabilmente non vi piacerà ma credo che in questa sede, in questo luogo, all’interno del partito, dobbiamo avere il coraggio di essere sincere fino in fondo. Vorrei quindi manifestarvi il mio grande disagio, la mia amarezza, la mia frustrazione per la grave mancanza di almeno una traccia, di un segno tangibile, di un documento programmatico di quello che vogliamo sia il fine di questo nuovo organo del PD.
Ieri pomerriggio ho ascoltato tante belle parole sulla manifestazione di domenica scorsa. La senatrice Finocchiaro ci ha esortato ad essere leader e non forze di complemento, l’onorevole Turco, nel suo emozionante intervento, ci ha esortato ad essere leader in prima persona, generose, non solo fedeli alleate di un leader uomo. Sembrava proprio che per una volta il PD fosse in sintonia con la piazza, e fosse pronto a cogliere la sfida e le istanze che le donne e gli uomini in piazza domenica scorsa hanno posto a tutti noi.
E invece, ieri sera, quando avremmo potuto iniziare a declinare in forma concreta i nostri propositi e le belle parole ascoltate da tutti, non abbiamo nemmeno potuto proporre una mozione, cha noi delegate del Trentino avevamo preparato. Non abbiamo nemmeno votato una dichiarazione di intenti. Tutte queste speranza sono andate smarrite: era chiaro ed evidente a tutte le delegate presenti che noi eravamo lì solo per ascoltare, al massimo per raccontare cosa succede nei nostri territori. Di certo non era previsto che potessimo proporre documenti elaborati da noi. Di certo non era previsto che osassimo solo pensare che questo era un organismo dove la discussione doveva avere luogo. Di certo non era previsto che la maggiornanza delle persone avessero un’idea, magari in alcuni casi contraria a quella delle persone sedute al tavolo della direzione.
Durante le riunioni che hanno avuto luogo per preparare questa conferenza e a cui ho partecipato era emerso in maniera chiara che le sfide che le donne in generale e le donne democratiche che si trovano qui oggi devono affrontare sono tre:
1.    La riabilitazione dell’immagine della donna: è evidente per tutti tranne che per Berlusconi: le donne italiane non sono un corpo.
2.    La costituzione di un nuovo sistema di welfare, che permetta alle donne italiane di poter veramente raggiungere la parità con gli uomini nel mondo del lavoro e che consenta alle donne di non essere discriminate
3.    La democrazia paritaria.

Ora vorrei che fosse chiaro per tutti che senza raggiungere davvero e compiutamente la parità nelle istiituzione che ci rappresentano gli altri due obiettivi ce li sogniamo. Solo potendo contare su donne indipendenti e autonome che ci rappresentano e che hanno la forza di portare avanti le nostre battaglie senza dover fare passi indietro perché devono la loro posizione al leader di turno potremmo davvero e compiutamente raggiungere la democrazia paritaria.
Sinceramente a me ieri sera queste donne autonome e indipendenti sono mancate tanto. Oggi abbiamo pure scoperto che il gruppo di lavoro ristretto che aiuterà Roberta sarà composto da donne scelte in base alla corrente di appartenenza. Un bel modo per cambiare le cose, davvero…
E a questo punto io non posso non pormi una domanda, e la pongo a te Roberta: cosa diremmo domani alle donne nelle nostre città? Cosa siamo venute a fare questi due giorni a Roma? Siamo forse venute a ratificare la nascita di un organismo che serve solo a darci un contentino e a farci sentire un po’ ascoltate? Siamo forse venute qui a ratificare l’elezione di Roberta come nostra portavoce? Ma che razza di armi segrete e vincenti siamo se poi non abbiamo il coraggio di armarci e di iniziare a combattere?
Caro segretario Bersani, io ti chiedo di essere coraggioso, e di fare quello che nessun uomo ha mai fatto nella tua posizione. Io ti chiedo di lasciarci libere di sciegliere le nostre rappresentanti, io ti chiedo di lasciarci libere di discutere e di non imporci le correnti. Io ti chiedo di lasciarci libere di metterci alla testa delle donne in piazza il 13 febbraio e di fare nostre le loro istanze, senza dover tener conto degli interessi di nessun altro se non dei nostri elettori.
Grazie
Francesca Dal Porto – delegata del Trentino Alto - Adige


lunedì 31 gennaio 2011

La lettera di Silvio

Stamattina mi sono svegliata e ho trovato sul Corriere la lettera pubblica che il premier ha mandato a Bersani. Devo dire che per un attimo ho avuto paura che Bersani dicesse: "Ok, Silvio...proviamoci!". Per fortuna per una volta il PD ha risposto in maniera compatta: "E' arrivato tardi!".
Mi sono chiesta subito come mai Berlusconi si sia ricordato di avere un paese da governare, e perchè dopo 18 anni di governo pressochè ininterrotto si sia ricordato che esiste un'opposizione che dovrebbe essere coinvolta nelle decisioni che si prendono per il futuro del Paese. Probabilmente si rende conto di essere alla fine, le vicende tunisine e egiziane  forse non gli permettono di dormire tranquillo, forse gli ultimi sondaggi gli hanno fatto capire che gli italiani non credono più alle sue favole..forse ha capito che Lega appena incassata la legge sul federalismo potrebbe lasciarlo solo. O semplicemente si porta avanti sul lavoro: sa benissimo che si andrà a votare, facendo pubblicamente una richiesta di collaborazione alle opposizioni può benissimo recitare la parte di quello che ci ha provato e che è stato lasciato solo.