giovedì 4 ottobre 2012

The importance of being Tafazzi!

Dunque, rieccoci qui, con la solita sindrome di Tafazzi: il personaggio gode a picchiarsi i genitali con una bottiglia...  E nel PD è lo stesso, noi del PD godiamo nel distruggerci gli uni con gli altri. 
La guerra intestina che si sta svolgendo in questi giorni per le Primarie per la Leadership del centro-sinistra mi ha fatto riflettere. Faccio parte del PD da alcuni anni, non ho la tessera di socio-fondatore, ma credo che per l'impegno e il tempo che ho dedicato al PD in questi anni di poter parlare a pieno titolo della situazione che si sta vivendo nel PD. 
Io in questo momento non capisco perchè siamo arrivati a tutto questo con Bersani, Renzi, Gozi, Puppato e Boeri candidati mentre Civati resta alla finestra. 
Posso capire che Bersani sia stato eletto come segretario in un momento politico che rispetto a quello che stiamo vivendo ora può sembrare coevo alle tavole di Hammurabi, ma questo non è il momento di dilaniarci e di allontanare ancora di più i non-votanti dal PD. Più passano i giorni e più mi chiedo come siamo arrivati a questo punto: non si parla di programmi, non si parla di contenuti. Si parla solo di Primarie per la Premiership.
Io ho fatto studi scientifici non giuridici, e a questo punto (il liceo è lontano) ho cercato cosa dice la Costituzione Italiana sulla formazione del Governo. La Costituzione recita questo:

Parte Seconda: Ordinamento della Repubblica
Titolo Terzo: Il Governo
Sezione Prima: Consiglio dei Ministri
Art.92: 
Il governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

Magari io non ci capisco molto ma qui c'è scritto che il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio. Se non ricordo male prima fa le consultazioni coi gruppi parlamentari e con i Presidenti di Camera e Senato. Non c'è scritto che il Presidente del Consiglio (non Premier) viene nominato tramite Primarie. Forse la mia versione della Costituzione non è aggiornata, l'hanno modificata e non ne sapevo nulla.
Ora mi chiedo, visto che anche Vendola parteciperà alle cosidette Primarie che a questo punto non sono più di partito ma di coalizione che senso ha stravolge i nostri regolamenti? 
Forse è troppo tardi, ma invito tutti a riflettere: il segretario Bersani, gli altri candidati in pectore, i delegati nazionali: fermatevi. State giocando con il fuoco, non stiamo solo parlando di cambiare un regolamento, stiamo parlando di stravolgere un partito, ci stiamo distruggendo.
Tafazzi godeva nel farsi del male, forse noi no. Cominciamo a parlare di contenuti e cerchiamo di convincere gli indecisi, quelli che non votano. 

martedì 17 luglio 2012

"Gli ordini del giorno sono preclusi!"

Immagino che tutti abbiamo visto il movimentato finale dell'assemblea nazionale del PD di sabato scorso, urla, gesti teatrali come strappare la tessera davanti al segretario.
Non voglio entrare nel merito dei contenuti del documento sui diritti, che comunque secondo me è fumoso e troppo poco coraggioso, o sugli ordini del giorno sulle primarie per la premiership e sui limite per i tre mandati, cosa in cui credo moltissimo. 
Per me non è assolutamente vero che "una minoranza rissosa" voleva far valere le sue ragioni sulla maggioranza dei delegati del partito. La cifra sta invece in qualcos'altro: nel nome stesso che è aggettivo per il nostro partito: DEMOCRATICO. Un partito che si professa democratico pratica la democrazia, non l'oligarchia: non è possibile che in ogni riunione il confronto e il dibattito siano ridotti al minimo, non è possibile che ci sia sempre una decisione, un documento, una relazione da votare e ratificare e niente che possa essere discusso. Non ha senso nemmeno che si invochi il regolamento per l'approvazione dei documenti in parlamento, che comunque si trova qui. 
In sostanza ritengo che abbia ragione Salvatore Vassallo:





venerdì 2 marzo 2012

A cosa servono gli ordini in Italia???

Ebbene sì, lo confesso..Sono iscritta a un ordine professionale! Sono iscritta a un ordine di serie B, non sono un commercialista, un avvocato, un notaio, un medico o un ingegnere o (il peggiore di tutti) un farmacista...Sono iscritta all'ordine dei Chimici...
Ma essendo pur sempre un iscritta a un ordine ho ricevuto quest'invito per una manifestazione che si è svolta il primo marzo.
Io personalmente a questa manifestazione non ho partecipato: io desidererei che gli ordini fossero aboliti. Non so quali servizi offrano gli altri, ma il mio essenzialmente non ne offre alcuno: niente corsi di aggiornamento, niente incontri di approfondimento, nemmeno una news-letter che ci comunichi le decisioni prese o iniziative che ci potrebbero interessare. In compenso ricevo due bollettini all'anno da Equitalia, che se mi dimentico di pagare arrivano con interessi da strozzino.
Ora vi chiederete: perchè continui ad essere iscritta all'ordine? Semplice: perchè se non sei iscritta all'ordine non puoi svolgere la professione di Chimico. Ed è anche peggio negli altri ordini, gli ordini di serie A. 
E ogni volta che pago i bollettini mi faccio la stessa domanda: "Cui prodest?"..E non ho ancora una risposta...

lunedì 24 ottobre 2011

Sarkozy, Merkel e Berlusconi

Tutto parte da questo video, che ieri sera davano su tutte le reti nazionali, il video della conferenza stampa congiunta di Sarkozy e della Merkel.


Devo dire che la risata dei due big europei non mi ha sorpreso più di tanto: voglio dire è da molto che i rappresentanti del governo italiano non vengono convocati a vertici più stretti. E' della settimana scorsa la notizia di una video-conferenza di Cameron, Sarkozy, Merkel e Obama sul futuro della Libia. Questo è solo l'ultimo dei vertici ristretti da cui siamo esclusi.
Non capisco l'indignazione dei nostri politici invece: voglio dire che difendano il nostro premier i suoi scagnozzi è abbastanza automatico, ormai sono espertissimi nella scalata al vetro bagnato, mi ha stupito la dichiarazione di Prodi che ha detto di sentirsi umiliato. 
Umiliato perchè? La domanda è stata chiara: "cosa avete detto al signor Berlusconi? Vi dato impegni sulla sua azione?". E' Berlusconi che ha fatto nascere il sorriso ironico sulle facce dei due leader, non l'Italia. E' la dimostrazione concreta di quello che di Berlusconi i nostri partner mondiali pensano, è il risultato di anni in cui lui ha insultato Obama (è abbronzato), la Merkel (l'epiteto "culona Bip" è solo l'ultima goccia di un vaso ormai colmo),  ha fatto corna ai vertici europei, ha intrattenuto rapporti stretti e servili con rais di dubbia fama,dato festini orgiastici. Certi atteggiamenti si pagano, anche se in Italia in molti credono che sia stato il miglior primo ministro degli ultimi 150 anni.
Io non mi sento umiliata: il problema vero è aver permesso a un guitto del genere di rappresentarci.  Sarkozy stesso ha detto di avere fiducia nelle istituzioni e nel sistema economico italiano...Riflettiamoci.

domenica 16 ottobre 2011

I radicali e il PD

In questi giorni si fa un gran parlare dei Radicali Italiani...certo ne hanno combinate parecchie. 
Quando ero piccola mi sembravano dei coraggiosi Don Chisciotte: sempre pronti a schierarsi su battaglie che sembravano perse in partenza. E devo dire che in quel periodo li ammiravo parecchio: mi sembrava che avessero più a cuore il bene superiore piuttosto che il loro tornaconto personale. 
Poi sono venuti gli anni in cui hanno raccolto firme su ogni possibile tema, hanno raccolto firme per ogni possibile referendum facendo sì che alla fine l'istituzione stessa del referendum perdesse significato. Non credo che sia colpa loro il quorum dei referendum non sia stato raggiunto per molti anni ma sicuramente loro hanno abusato dello strumento referendario.
Il motivo per cui i radicali non mi piacciono comunque deriva dal loro trasformismo politico: si erano alleati con il Polo della Libertà nel 1994, per poi fondare la Rosa nel Pugno coi socialisti e far parte del secondo governo Prodi nel 2006, e poi entrare a far parte delle liste del PD nel 2008. Insomma si sono fatti tutto l'arco del Parlamento. Aggiungiamo poi che coi radicali hanno iniziato a fare politica due geni del trasformismo politico: Francesco Rutelli e Daniele Capezzone. E detto questo a molti potrebbe pure bastare...
La cosa che come elettrice e militante del PD mi indispone moltissimo è che i radicali pur facendo parte del gruppo parlamentare del PD votino sempre per conto loro come è avvenuto per la fiducia al ministro Romano in cui si è astenuto o all'ultima bravata di giovedì, in cui unici di tutta l'opposizione i cinque deputati radicali si sono presentati in aula, e di venerdì quando hanno permesso al governo di Berlusconi di avere il numero legale alla prima chiama alla Camera. 
La realtà è che in fondo io non sono arrabbiata coi Radicali: voglio dire che da un gruppo politico che vive sulle bizzarie e sui continui scioperi della fame di Pannella non ci si può aspettare altro che plateali spettacoli e prese di posizione. I radicali sono talmente presi dai loro grandi ideali dall'amnistia, dalla moratoria per la pena di morte...sono come quelli che mentre si sta commettendo un omicidio urlano perchè qualcuno ha parcheggiato le auto in divieto di sosta.
Io sono arrabbiata coi vertici del PD: questa è la dimostrazione che se accordi si devono fare si devono fare sui programmi e non sulle poltrone! Se accordi ci devono essere gli accordi devono essere fatti sull'idea di sviluppo che si ha per l'Italia, e non sul tutti contro Berlusconi!
E questo l'opinione pubblica, gli elettori lo sanno, lo hanno capito se è vero che voterebbero per una coalizione di centro-sinistra ma sono preoccupati per la tenuta di un eventuale governo. Il PD dovrebbe dimostrare a queste persone di essere un partito maturo che ha capito gli errori fatti in passato. A sentir parlare la dirigenza di alleanze strane persino con Fini non sembra che sia così...

lunedì 10 ottobre 2011

Stay hungry, Stay foolish


Devo dire che prima di conoscere mio marito non avevo mai visto un computer apple, non sapevo nemmeno come funzionasse, poi grazie a lui ho scoperto un mondo nuovo: il mondo di Steve Jobs.
Quello che però di questo Leonardo moderno mi ha colpito di più è questo discorso tenuto all'università di Stanford.
Mi ha senz'altro colpito per il suo modo semplice di parlare di cose di cui nessuno parla, specie a ragazzi che si sono appena laureati: a ragazzi che sicuramente appartengono alla classe dirigente dell'America. A questi ragazzi Steve Jobs racconta tre storie:la prima "seguite il vostro istinto", non si può sapere cosa ti tornerà utile nella vita, la seconda "Fate quello che amate fare, perchè se fate quello che amate fare sicuramente farete un buon lavoro", la terza "la morte è la più grande invenzione della vita" perchè toglie quello che è diventato vecchio e obsoleto e lascia il posto al nuovo.
Mi domando quanti politici italiani possano dire di aver vissuto la loro vita secondo le storie narrate da Steve Jobs...quanti hanno improntato la loro vita politica a questi semplici principi...chissà...

mercoledì 28 settembre 2011

Adinolfi lascia il PD...

Oggi tornando a casa dal lavoro ho letto che Mario Adinolfi ha riconsegnato la tessera del PD con questa lettera indirizzata al segretario Bersani. 
Devo dire che questa lettera mi ha parecchio scosso, probabilmente mi ha turbato perchè come Adinolfi sto vivendo un periodo di affanno all'interno del PD. 
Io mi sono iscritta a questo partito perchè credevo che fosse possibile creare un partito progressista in Italia, credevo nel PD come strumento di rinnovo della politica italiana, perchè credevo a un modo nuovo di fare politica. Mi sono trovata dentro a un contenitore vuoto, dove conta di più l'amicizia con il potente di turno, piuttosto che le idee che hai e per cui combatti. Sinceramente non mi piace questo partito, dove la classe dirigente è autoreferenziata, dove la struttura stessa impedisce di capire e rappresentare al meglio la società di oggi.
Voglio parlare di quello con cui nel partito ho avuto più a che fare: la conferenza delle donne. E' un organismo inutile se alle portavoci e alle rappresentanti dei territori non viene permesso di lavorare e le si usa solo per comunicare decisioni prese altrove. E' un organismo vuoto se la portavoce nazionale non si fa carico assieme alle rappresentanti dei territori di elaborare un'agenda sul welfare e la condizione femminile in Italia per i prossimi 10 anni e si limita a invitare a raccogliere firme come quella che dovrebbe iniziare nei prossimi giorni.
Io voglio che il PD diventi un partito credibile, non un partito la cui unica linea politica è "Noi chiediamo le dimissioni di Berlusconi!".
Ho una domanda per Bersani: dopo cosa facciamo? Una grande ammucchiata? Quale è la nostra idea di paese dopo? Qual'è la risposta al precariato della mia generazione? 
Per ora mi sembra che il PD sia un elefante in una vetreria. E' ora di cambiare ritmo, se la dirigenza non ha le capacità di farlo si tolga dai piedi.

lunedì 26 settembre 2011

Le donne arabe possono votare!

Ieri pomeriggio, in una sonnolenta domenica settembrina, è arrivata la notizia che finalmente le donne dell'Arabia Saudita potranno votare. In realtà come ha fatto notare Madawi Al-Rasheed, antropologa Saudita che lavora al King's College di Londra si tratta semplicemente di un diversivo. In Arabia Saudita le donne non possono guidare, hanno bisogno di un tutore per tutta la durata della loro esistenza, subiscono quotidiane violenze tra le mure domestiche, non possono nemmeno farsi curare senza il permesso di un uomo...cosa porterà come miglioramento poter votare e poter candidarsi tra quattro anni?
Probabilmente poco o nulla. Si vede che tutto il mondo è paese e i governanti di tutte le nazioni si sono resi conto che c'è molto fermento tra le donne. Dall'inizio dell'anno le donne sono state protagoniste di rivoluzioni, come in Egitto a gennaio, o sono scese in piazza sdegnate in tutte le città italiane per manifestare il loro sdegno sia per gli atteggiamenti del nostro amato premier ma anche e soprattutto il loro disagio per un paese che non riesce a decollare. Ovunque poco o nulla è cambiato: la demagogia regna sovrana ovunque...Il re Abdullah non è diverso dagli altri governanti.
La grande rivoluzione che sembra essere avvenuta in Arabia, con le dovute proporzioni, è molto simile a quello che è successo in Italia, anche nel PD, di cui faccio parte. Il PD ha un organismo femminile al suo interno, un organismo che dovrebbe, se il PD ambisce a diventare un partito di governo, occuparsi di sviluppare politiche per le donne fatte da donne, occuparsi di iniziare a predisporre un welfare degno di una società moderna. In realtà il più delle volte è ostaggio di donne più interessate a soddisfare il politico (molto spesso uomo) di riferimento che dare una risposta alle domande che ci vengono dalla società civile. 
Stiamo perdendo un'occasione all'interno del PD, non affrontiamo il problema, non per incapacità, ma per paura...e anche questa prima o poi la pagheremo.

domenica 28 agosto 2011

Paura di crescere?

Riprendo a scrivere dopo un'estate in cui mi sono riposata e allontanata volutamente dalla cronaca quotidiana. 
Ieri sera ho letto questo articolo sul Corriere della Sera. Devo dire che il contenuto non mi ha sorpreso: già il giorno dopo alla conclusione di quella che era stata un'esperienza fantastica a Firenze, la Leopolda, avevo avuto modo di dire chiacchierando con i miei amici che il duo Civati-Renzi non sarebbe durato molto. Credo che entrambi i protagonisti ambiscano ad essere il cosiddetto "maschio alfa" della nuova generazione di trentenni che vogliono un cambiamento. Hanno però una cosa che li differenzia in modo molto netto: il coraggio.
Matteo Renzi, in un momento in cui per lui sarebbe stato facile e comodo rimanere dov'era, contro tutto e contro tutti ha deciso di candidarsi alle primarie per diventare sindaco di Firenze. Pippo Civati, quando tutti gli chiedevano di incarnare la terza opzione al congresso del 2008, ha coordinato la mozione del senatore Marino. Ora in quest'articoletto Civati dice che lui continua ad ascoltare la base mentre Renzi ha cambiato amicizie e ha deciso di candidarsi alle primarie per la premiership. 
E' un grave torto questo? E' così grave? Perché ambire a una posizione in cui si può davvero cambiare la situazione attuale significa non essere più dalla parte della base?
Forse stare dalla parte della base significa organizzare campeggi come quello di Tilt, o di Oltre?
Forse Matteo Renzi è pronto ad assumersi responsabilità nuove, altri forse hanno paura di crescere.

giovedì 14 luglio 2011

Se non ora quando - Siena

Non sono andata a Siena per la due giorni di "Se non ora quando". Pubblico il resoconto che mi ha inoltrato la deputata del PD Marialuisa Gnecchi:
"E' stata un'esperienza emozionante, dopo tanti anni un appuntamento di donne per le donne, ma se "le voci" che si stanno levando dal 13 febbraio saranno ascoltate la società tutta migliorerà, non solo la condizione delle donne. Colpisce la presenza di più generazioni e questo momento di confronto e racconto tra le diverse esperienze è servito per capire che su tutto il territorio nazionale si sono creati centri di discussione e punti di incontro "se non ora quando", siamo certe che si è espressa la volontà di esserci in modo collettivo, ma nel rispetto di tutte le individualità, compresa la provenienza politica, di partito o di associazione.
E' interessante la discussione sulla trasversalità da conquistare su questi temi che si svilupperà!” Questo il commento di Cristina, Doriana, Luisa al rientro a Bolzano, dall’incontro di Siena dei Comitati locali Se Non Ora Quando.

“Grazie tantissimo per la amicizia e per aver condiviso le sensazioni meravigliose di questo incontro importante insieme. Sono sicura che possiamo fare tanto!  Dice Sabri, una donna iraniana che risiede nella nostra provincia ed è impegnata con altre donne iraniane per difendere i diritti negati.

“Se lo sogni lo puoi fare!” sosteneva Walt Disney. Sabato 9 e domenica 10 a Siena tante donne e tanti uomini hanno dimostrato che sognare un paese più a dimensione femminile è possibile. Ma non solo sognarlo, ci si sta muovendo anche per organizzarlo.

Anche un gruppo di donne del Comitato Se Non Ora Quando – Es ist Zeit! Alto Adige Südtirol era a Siena in questa due giorni di condivisione di esperienze, ma anche di programmi organizzativi per il futuro.

Chicca, Direttrice di Scuola Professionale, Cinzia, Commercialista, Cristina, Insegnante di Liceo, Doriana, Responsabile sindacale CGIL, Luisa, Deputata PD, Nadia, Imprenditrice, Sabri, Donna Iraniana impegnata politicamente con le altre donne della sua terra, Stefania, Studentessa universitaria e Addetta alla comunicazione in un’azienda locale, Tiziana, Avvocatessa, Valeria, Dirigente infermieristica. Donne diverse, di diverse culture, età, condizione sociale, familiare, di diversa provenienza politica che insieme alle altre 2000 donne presenti a Siena hanno capito che unire, e accettare le proprie diversità lavorando ad uno scopo comune sarà la sfida del futuro per costruire un’Italia e un mondo più amichevole verso le donne.

Sabato e domenica si è discusso e ascoltato molto, i temi affrontati sono stati il lavoro, la rappresentazione al femminile attraverso le immagini e i media, il linguaggio stereotipato.

Perché è vero, ancora sono facili i luoghi comuni secondo cui le donne nell’ambito della propria professione “litigano”, mentre gli uomini “discutono”, oppure che le donne sono “invidiose” mentre gli uomini sono “competitivi”, volendo sottintendere che la donna svilisce l’oggetto della competizione attraverso l’invidia, mentre l’uomo ne comprende il valore e lavora per raggiungerlo.

Le donne non hanno mai taciuto si è detto a Siena, ma ora parlare, gridare, raccontare non basta più.

La sfida sarà costruire una proposta politica, riunire in rete il più possibile tutte le associazioni al femminile e non, insieme a tutte le donne che non fanno parte di associazioni, per lavorare tenendo conto il più possibile di tutte le voci, delle differenze territoriali, senza prevaricare, rispettando le specificità, e utilizzando modalità di comunicazione non univoca.

Le donne stanno chiedendo di diventare una realtà che interloquisce con la politica, chiedono per le giovani di poter avere diritto alla maternità, come lo hanno avuto le loro madri, facendo sì che i costi sociali della stessa siano veramente sociali. Che si parli di più di genitorialità, che la mancanza di servizi non sia più una scelta politica, fatta per tenere tante donne a casa impegnate nel lavoro di cura di anziani e bambini, e risolvere così in parte il problema della disoccupazione: più donne a casa, più lavoro per gli uomini.

Le donne a Siena si sono dimostrate radicali nel loro proposito di cambiare la realtà, e il posto scelto per l’incontro, il Prato di Sant’Agostino, ha avuto un significato politico e simbolico: si era all’aria aperta, “visibili e ascoltabili” da tutti, senza barriere intorno.

Il bisogno di trasversalità è stato sottolineato più volte, dimostrato dalle presenze sul palco sia di donne comuni differenti tra di loro, sia di rappresentati politiche di vari schieramenti, da Silvia Costa, Rosy Bindi, Susanna Camusso, Lidia Menapace, a Giulia Buongiorno e Flavia Perina.

Rete in rete grazie al web. La rete sarà non solo la modalità di interconnessione tra donne, la rete infatti non ha vertici ma è un intreccio di relazioni. Ma attraverso la rete web, si potranno ampliare i contatti reciproci e coinvolgere anche tutte quelle donne, che mai avevano pensato ad un impegno civile o politico, ma che hanno detto basta alla solitudine delle idee.

Ed è stato il web a permettere che questa di Se Non Ora Quando  rimanesse una voce autonoma intergenerazionale e interpolitica,

Il 13 febbraio si è creato uno spontaneismo che si è rafforzato con l’incontro di Siena. Quindi un incontro e non uno scontro quello di Siena, così come il 13 febbraio.

A Siena si è parlato di berlusconismo, ma non più di Berlusconi, e il commento che ci ha descritto come 4 gattine, scegliendo bene il paragone con questo animale, che nell’immaginario fa le fusa per ottenere qualcosa, lascia intendere molto bene da chi proviene: da uomini vecchi e incapaci di vedere le donne come coloro che costituiscono più della metà dell’attuale società, che hanno diritto di voto e che così come accaduto per i referendum e per le amministrative di Napoli e Milano, questo voto sanno usarlo molto bene.

Il cammino è perciò già iniziato, al più presto le donne appartenenti al Comitato Se Non Ora Quando – Alto Adige Südtirol organizzeranno un incontro per informare le donne del nostro territorio in modo più approfondito su quanto discusso a Siena e per condividere i passi futuri in ambito locale.


giovedì 7 luglio 2011

Pagano sempre le donne?

Oggi ho letto questo articolo sul Corriere Roma: "Quattro miliardi di tagli al welfare, le donne: governo misogino". Come al solito sono le donne a pagare il dazio maggiore, anche con questa finanziaria. Mi domando quando le cose cambieranno, quando finalmente si potrà andare oltre, quando finalmente si potrà parlare seriamente di conciliazione tra tempi di vita e lavoro. Perchè le donne italiane devono scegliere tra avere una famiglia e prendersene cura e scegliere di avere una professione, quando ormai nessuno in Europa lo deve più fare? Per questo basta guardare le statistiche dell'occupazione femminile pubblicate dall' Eurostat: in Europa siamo il fanalino di coda, ci salva solo Malta.
Uno stato moderno dovrebbe lasciarti libera di scegliere e aiutarti a conciliare, ma l'Italia non è un paese moderno...ci dobbiamo impegnare a fondo affinchè le cose cambino, e lo dobbiamo fare tutte.

venerdì 1 luglio 2011

Una vergogna tutta Italiana!

E' da ieri che sono rimasta senza parole: una società italiana, della provincia di Milano, ha deciso che per affrontare la crisi non c'era soluzione migliore che licenziare solo le lavoratrici donne. Perchè? Perchè il loro tanto è un secondo stipendio, e perchè così "stanno a casa a curare i figli" e quindi non serve spendere soldi per tate e asili nido.
Direi che questi sono dei geni...voi non trovate?
Bravi complimenti...avrei solo delle questioni da porvi: se la lavoratrice è single, vive da sola e non ha figli, viene licenziata comunque? Se la lavoratrice è una madre single, viene licenziata anche lei?
E poi, questi figli li hanno trovati sotto i cavoli? Non hanno padre? Perchè per una volta non può rimanere lui a casa e la signora, che magari fa un lavoro più strategico, guadagna di più, è lei che mantiene il posto di lavoro? Forse c'è il reato di lesa virilità?
Io direi che dovremmo far conoscere la nostra indignazione alla dirigenza dell'azienda MaVib, l'azienda che ha compiuto questo scempio, per questo ho aderito all'iniziativa di mail-bombing lanciata dall'associazione Donne Pensanti. Scrivete agli indirizzi mail dell'azienda. Il testo della lettera è l'articolo 37 della Costituzione Italiana:
"La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione
."

giovedì 30 giugno 2011

La segretaria di circolo.

Ieri pomeriggio passavo un po' di tempo su facebook e ho letto questo stato sull'account di un mio contatto : "Una segretaria di circolo di 25 anni che fa la pornostar (di notte e non nel circolo) costretta a dimettersi per riflettere....e allora quanti dirigenti dovrebbero riflettere per le perversioni politiche che tramandano, queste sì dannose, come per esempio "osannare" i rapporti innaturali con UDC e API?".
Sinceramente sono rimasta basita: sul momento non ci credevo, voglio dire: un segretario di circolo del PD fa filmini hard? Poi ho guardato in rete e ho effettivamente trovato un articolo che ne parlava.
Innanzittutto una precisazione: la ragazza non è stata costretta a dimettersi, si è dimessa di sua iniziativa.
Personalmente evito di commentare la seconda parte del mio contatto su facebook: voglio dire l'idea di grande ammucchiata tra partiti politici mi fa ribrezzo. Voglio tornare alla prima parte: quello che fa una persona per vivere sono solamente affari suoi e non entro nel merito.
Credo, però, che una persona che voglia fare attività politica e rappresentare la sua comunità debba essere al di sopra di ogni sospetto e un modello per tutta la sua comunità.
Ultimamente, forse anche e specialmente a causa degli eccessi berlusconiani, la dimensione dell'etica è un po' sfocata e tutto ci sembra lecito. Il compartamento privato della ragazza e il suo lavoro non creano imbarazzo in quanto tali ma dovrebbero porci una domanda: questi comportamenti sono coerenti con un partito che vuole ridare dignità alle donne?

mercoledì 29 giugno 2011

Dopo il 13 febbraio?

Stamattina ho guardato questo video sul quotidiano La Stampa on line. Mi è piaciuto molto la risposta che ha dato alla ragazza all'ultima domanda. Noi donne dovremmo smetterla di aspettare che gli uomini facciano qualcosa per per noi e dovremmo iniziare a farci avanti e a farci carico dei progetti che ci stanno a cuore. 
Mi è tornata subito alla mente la conferenza delle donne democratiche a cui ho partecipato a febbraio: in tante in quell'occasione avevano affermato che si sarebbero sentite sconfitte se le donne della nostra generazione avessero continuato a farsi da parte per l'uomo potente di turno. Mi ricordo due più delle altre: Livia Turco e Anna Finocchiaro, due donne capaci che avrebbero meritato molto di più di quello che hanno raggiunto.
Mi ricordo anche come in tante in quell'occasione si volessero mettere alla testa delle donne scese in piazza il 13 febbraio, ma poi l'abbiamo davvero fatto? Abbiamo davvero messo in moto il cambiamento culturale che in tante sognavamo?
Io direi di No. Ne è una dimostrazione lampante il manifesto della festa dell'Unità che si sta svolgendo a Roma in questi giorni. Voglio dire: non eravamo noi a volere una nuova immagine della donna? Forse ha ragione la Bindi, non dobbiamo dare troppo peso al manifesto...Ma sicuramente non è un bel segnale per quello che vuole essere un partito che vuole interpretare il cambiamento.

giovedì 9 giugno 2011

Ancora su Cesare Battisti...

Ancora su Cesare Battisti, il terrorista non il pattriota, ovviamente. Tempo fa ho scritto un post in cui dicevo che in fondo i Brasiliani non aevano tutti i torti a negarci l'estradizione di questo criminale. Oggi è giunto lo smacco finale: è stato liberato... A poco sono valse le proteste, i ricorse e tutto il resto: ormai è evidente che non siamo un paese credibile.
Non posso che dispiacermi come cittadina italiana che Cesare Battisti non venga estradato, ma d'altro canto non riesco a non pensare a una cosa: come posso chiedere a un paese straniero di estradare un uomo, che tra l'altro afferma di essere perseguitato, in Italia, dove il premier stesso ad un vertice internazionale avvicina il presidente Obama per dirgli che qui c'è una dittatura dei giudici.


martedì 17 maggio 2011

Le elezioni...

Sono stata parecchio impegnata in questo periodo, e poi ero e sono nauseata dalla campagna elettorale che è stata messa in scena: ministri che insultano l'aspetto fisico delle donne dello schieramento avverso, candidati che si querelano, insulti quotidiani alla magistratura...insomma il solito spettacolo desolante...
Devo dire che i risultati però mi hanno non poco stupito: non avrei mai pensato che a Milano Pisapia andasse così bene da andare al ballottaggio con la Moratti addirittura in vantaggio. Che sia davvero il segnale che il vento sta cambiando?
Di sicuro, il PDL ha perso le elezioni, ma da qui a fare le dichiarazioni che hanno fatto i leader del PD di trionfalismo mi sembrano sinceramente eccessive...dobbiamo ricordarci che questo è un voto amministrativo. Come PD dovremmo anche constatare che riusciamo a imporci nelle località dove le primarie sono state vere. Comunque dobbiamo capire che dobbiamo essere più credibili per poter essere davvero una forza di governo.
Un'altra cosa che mi ha colpito è stata la bassa affluenza, e ancora di più il voto per le liste 5 stelle di Beppe Grillo: a Bologna hanno preso più voti del cosiddetto Terzo Polo. Senza offese per coloro che ammirano Beppe Grillo, io trovo che la protesta fine a se stessa, senza la capacità di trovare una sintesi e la prospettiva di un progetto ampio alla fine sia sterile.

lunedì 25 aprile 2011

25 aprile

In un periodo in cui la parola dignità ha perso il suo significato, e in cui ci si scaglia contro la nostra carta costituzionale è giusto ripensare a quale sia il significato della festa del 25 aprile: la festa della Liberazione dal Nazi-Fascismo. Io credo che questo discorso di Calamandrei racchiuda in sè il senso di questa Festa. 

giovedì 21 aprile 2011

Ci stanno annientando!

Parto dal Buongiorno che Gramellini ci ha dato martedì. Devo dire che mi ha molto colpito la frase finale con cui si chiude il pezzo quel "ci stanno annientando" mi continua a risuonare nella testa. E' come se questa affermazione fosse nell'aria da un po' ma nessuno avesse il coraggio di esprimerla ad alta voce. 
In effetti questi ultimi anni hanno prodotto i loro nefasti effetti: consideriamo ad esempio la scuola italiana. Era l'istituzione dove veramente l'articolo 3 della Costituzione trovava la sua incarnazione: mentre in America o in Inghilterra la classe dirigente manda i figli nelle prestigiose scuole preparatorie PRIVATE, noi qui avevamo un'ottima scuola pubblica. In Italia tutti i cittadini potevano frequentarla e acquisire tutte le nozioni che gli avrebbero permesso nel corso della vita di poter essere cittadini consapevoli. Ma questo era prima, prima dei tagli, prima degli insulti agli insegnanti (ovviamente comunisti, come minimo, e che non rispettano il sistema di valori della famiglia d'origine), prima che le scuole crollassero, prima che fosse necessario mandare il figlio a scuola con la carta igienica oltre che con la merenda di metà mattina. E non ho toccato ancora l'Università...Personalmente ritengo un abominio equiparare un titolo di studio preso in un'università telematica con quello preso in un'università tradizionale. Ma possiamo stare tranquilli, la Gelmini ha detto che non ci saranno altri tagli alla scuola pubblica, glielo ha detto personalmente Tremonti, anche se poi il documento approvato dice tutta un'altra cosa....

E nonostante tutto questo gli insegnanti continuano a fare del loro meglio..
Ma quando escono da scuola i ragazzi cosa si trovano davanti? Quali prospettive? L'Italia è un paese immobile, in cui la classe sociale da cui parti determina il tuo futuro. L'Italia è un paese che non offre servizi, non tutela i soggetti economicamente più fragili (donne e giovani prima di tutto) e che dice ai suoi giovani più brillanti, senza baroni alle spalle, di cercare fortuna all'estero, come dimostrano anni di fuga di cervelli dal nostro paese.
Questa classe politica ha deciso deliberatamente di annientare una generazione. E' tempo di muoversi, il baratro è prossimo...

sabato 16 aprile 2011

Gli aereoporti

Io non viaggio spesso in aereo, preferisco di gran lunga il treno: mi siedo, mi rilasso, apro il mio giornale o un libro e inizio a leggere, ogni tanto guardo dal finestrino... L'aereo non mi piace per ciò che accade prima del volo: voglio dire si deve arrivare in aereoporto molto prima della partenza, devi fare il check-in e poi superare i controlli per l'imbarco. Io capisco che dopo l'11 settembre si debbano fare dei controlli, ma non vedo l'utilità di far togliere giacche, maglie, scarpe, palpeggiare gli sventurati passeggeri e togliere loro innocue bottigliette d'acqua o pastiglie o - perchè no - il pericolosissimo disinfettante per le mani, se appena passato il controllo puoi comprarti tutto ciò che vuoi. C'è di tutto nell'area imbarco: il signore che ti vende accendini, quello che ti vende le bottiglie di vino...
Ecco, io a questo punto mi chiedo: i controlli sono per evitare attentati o per costringerti a ricomprare quello che ti buttano gli addetti? 

venerdì 8 aprile 2011

Diversamente giovani!

Ultimamente leggo La Stampa, e devo dire che mi piace un sacco.  Inizio sempre da Gramellini. Oggi ha scritto un pezzo molto interessante: Diversamente Giovani. In questo pezzo parla dell'estromissione di Geronzi dal potere...e il pensiero guarda caso mi è andato ad altri pezzi di antiquariato che non se ne vogliono andare, che anzi si riproducono nei cosiddetti giovani sperimentati...
Ho letto i curricula di questi giovani, che non bucano lo schermo, che non conosce quasi nessuno (provate a chiedere a qualcuno chi è Stella Bianchi, ad esempio): quasi tutti sono stati segretari di un big del partito...Magari promettevano bene, ma se continuano così riusciranno a far saltare il tappo tra minimo 40 anni.
Confidiamo in giovani, meno sperimentati e più ruspanti!